ALITALIA: RESUSCITANDO CALENDA

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA DEFINITO IL DECRETO PER CONCEDERE ALTRI 400 MLN DI EURO AD AZ:

SI PREPARA LA STRADA ALLA SVENDITA A LUFTHANSA,  AI LICENZIAMENTI, AL RIDIMENSIONAMENTO ED ALLO SMEMBRAMENTO DELLA COMPAGNIA ITALIANA

E’ EVIDENTE CHE IL PARTITO DEI LIQUIDATORI DI ALITALIA  HA ARRUOLATO NUOVE FORZE NELLE FILA DEI SOSTENITORI DEL CAMBIAMENTO PER PROPORRE LE STESSE RICETTE DI SEMPRE

PRESIDIO AL MISE DEI LAVORATORI AZ – LUNEDÌ 9 DICEMBRE – ORE 10

SCIOPERO TRASPORTO AEREO 24H – 13 DICEMBRE

MANIFESTAZIONE A FCO –ORE 10 – TERMINAL T1 PARTENZE

Davvero un “decretaccio” quello varato dal Governo su Alitalia ed ormai pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Lo stile è quello di Calenda&Co ma ad approvarlo è un Governo la cui maggioranza si era impegnata a rilanciare la Compagnia di Bandiera, senza licenziamenti, mantenendo l’integrità aziendale e rinunciando al ridimensionamento inflitto dai Governi Berlusconi-Prodi-Letta-Renzi-Gentiloni negli ultimi 10-15 anni.

In realtà con il Decreto Legge n. 137 del 2.12.2019, tutt’ora in attesa di conversione alla Camera dei Deputati e da inserire nella Manovra 2020 per accelerarne la votazione,  a meno di un ripensamento dell’ultimo momento (…il Corriere della Sera del 4.12.2019 riferisce di una “forte opposizione interna al Governo a cui aggiungere i rilievi fissati dalla Commissione UE”), è confezionato per versare 400 mln di euro ad Alitalia spalancandone le porte a Lufthansa e avviando una ristrutturazione finalizzata ad accogliere le pretese dei tedeschi.

UN PROGETTO CHE RESUSCITA LE PEGGIORI INTENZIONI DI CALENDA

Se il Governo Gentiloni nel 2017 ha versato ad Alitalia 600+300 mln di euro, dando mandato ai  Commissari AZ di smembrare e dismettere la Compagnia di Bandiera italiana, l’attuale Esecutivo, dissoltosi il finto-consorzio Delta-Atlantia-FS e preso atto della momentanea indisponibilità di Lufthansa a investire su AZ, vuole versare ulteriori 400 mln di euro per un programma di ristrutturazione propedeutico alla cessione degli asset aziendali, allo smembramento e ai licenziamenti (oltre 2500): nè più e nè meno la stessa cosa pensata da Calenda&Co e bocciata dai lavoratori nel Referendum del 2017.

IL CAMBIAMENTO DOV’È? SEMPLICEMENTE NON C’È.

Una beffa oltre al danno per il Paese, i cittadini ed i lavoratori

La differenza sta solo nel maquillage della comunicazione ma la sostanza è quella di sempre: le rudi minacce di Calenda sono state sostituite sia dalle melliflue e sfuggenti sortite della Lupo che nasconde il suo costante lavorio a sostegno della svendita AZ a Lufthansa con tanto di partecipazione di Atlantia (mai uscita di scena!), sia dal “vale tutto ed il contrario di tutto di Di Maio” le cui promesse sono svanite nel nulla.

Eppure l’alternativa della NAZIONALIZZAZIONE DI ALITALIA è praticabile ma nel disastro del sistema industriale italiano la politica balbetta: mentre si dichiara che sono inaccettabili i Piani e gli esuberi in Unicredit e Ilva, mentre il Ministro Patuanelli accenna alla giusta rinascita dell’IRI, IN TANTI SONO PRONTI AD ACCETTARE IL “NULLA” CHE PRELUDE AI LICENZIAMENTI IN AZ.

LA PAROLA PASSI AI LAVORATORI

5.12.2019                                             

C.U.B. TRASPORTI – AIRCREWCOMMITTEE

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