ALITALIA UN FIUME DI SOLDI PUBBLICI PER LICENZIARE, SMEMBRARE E RIDIMENSIONARE

UNA RAPINA DA SVENTARE UNA BEFFA DA RESPINGERE

Il nuovo AD di ITA (…già Direttore Commerciale di Alitalia) aveva anticipato che la nuova Compagnia di Bandiera italiana, dopo il decollo, avrebbe “navigato a vista per alcuni mesi” ma le anticipazioni sul Piano ci dicono che la rotta è tutt’altro che incerta: VORREBBERO REALIZZARE UNA MINI-COMPAGNIA (52 aerei in flotta), SMEMBRATA E SENZA LA METÀ DEL PERSONALE.

Tale progetto non lascia dubbi: i cittadini e lo Stato perdono 3 MLD di euro e i lavoratori il posto di lavoro, ITA non farà il servizio pubblico e le dimensioni dell’azienda, polverizzata, sono tali da ipotecare qualsiasi futuro della nuova Compagnia di Bandiera italiana.

Sarebbe da capire due cose:

  • quale sarebbe l’annunciata discontinuità di un Piano che, con la scusa della pandemia, punta nella direzione di sempre;
  • a che cosa servano e a chi i 3 MLD di euro della ricapitalizzazione pubblica.

La realtà rivela la preparazione di un appetitoso bocconcino da mettere sul mercato, peraltro sminuzzato in mini-porzioni alla portata di qualsiasi famelico appetito nostrano e/o straniero: un progetto inutile e pericoloso che il Parlamento deve assolutamente bocciare senza tentennamenti (…altro che, come svelato dal Sole24Ore del 17.12.2020, l’approvazione di una legge ad hoc per licenziare i lavoratori AZ, come fece Berlusconi con la L.166/2008 per tutelare gli interessi dei “capitani coraggiosi”).

Con una laconica nota diramata in serata ITA (…a cui va il merito della chiarezza!) ha provato ad archiviare le promesse pre/post elettorali di gran parte di questa compagine di Governo, le aspettative sul rilancio di Alitalia e dell’intero settore strategico del Trasporto Aereo e l’impegno a non ripetere gli errori del passato, invertendo una rotta che mira a cedere il controllo dei cieli italiani alla concorrenza (…anche il numero dei licenziamenti manifesta una coincidenza con le quantità di espulsioni pretese da alcuni pretendenti!).

E questo è solo l’inizio, poi verrà il resto:

  • il confezionamento di un CCNL le cui anticipazioni lasciano presagire il tentativo di allargare il contratto di Cityliner a tutto il personale di volo;
  • la tempestiva esternalizzazione dei settori di terra, al momento societarizzati (…un’operazione pericolosa e senza alcuna logica industriale!) ma presto progressivamente espulsi dalla Compagnia di Bandiera (…per separare i bilanci e misurare i risultati non serve creare altre società!)

Nonostante la Pandemia e il lockdown siano la cornice in cui si cala tale ennesimo PACCO DI NATALE, oltretutto con la 13° e lo stipendio ad oggi ancora non garantiti:

LA CATEGORIA NON PUÒ E NON DEVE RESTARE A GUARDARE

TUTTI I LAVORATORI DEVONO PASSARE IN ITA

  • NESSUN TAGLIO AI SALARI ED ALLA NORMATIVA DEVE ESSERE INFERTO
  • IL PIANO INDUSTRIALE DEVE PREPARARE UN REALE E CONCRETO RILANCIO

A tale scopo Cub e ACC non solo proporranno una PETIZIONE per garantire il confronto e la consultazione della categoria prima e dopo qualsiasi accordo tra sindacati e azienda, nonché per evitare la definizione di deroghe alle norme sulla tutela occupazionale nel passaggio da SAI a ITA ma propongono a tutti i lavoratori AZ e alle sigle sindacali la partecipazione ad una:

ASSEMBLEA PUBBLICA E CONFERENZA STAMPA

PIAZZA MONTECITORIO 30.12.2020 DALLE ORE 10

19 Dicembre 2020

Cub Trasporti – AirCrewCommittee

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