È ora di aumentare i salari!

Con lo “stabilizzarsi” della pandemia è iniziato il balletto delle contrattazioni di premi per i lavoratori che hanno rischiato la vita. Ma non si può attribuire un valore economico al rischio, i lavoratori devono lavorare in condizioni in cui non sia mai messa in pericolo né la salute né la sicurezza.

La salute non si baratta con i premi.

Per le medesime figure professionali si stanno contrattando premi per il periodo della pandemia diversi tra regione e regione, tra settore pubblico e settore privato, tra ospedali ed rsa, tra ospedale ed ospedale e tra rsa e rsa.

È l’ennesima rappresentazione della frammentazione del settore sanitario e socio sanitario, esasperata da un lato dalla presenza di una miriade di CCNL, sempre più a perdere, dall’altro dalla grave inadeguatezza mostrata dal sistema sanitario fatto di esternalizzazioni, appalti, subappalti, che antepone il profitto dei privati alla salute pubblica e crea lavoro precario, mancanza di personale, sfruttamento.

Tutto ciò divide i lavoratori e rende difficile portare avanti rivendicazioni e lotte comuni.

È ora di dire basta e di cambiare rotta! Rivendichiamo un unico contratto e l’eliminazione delle differenze tra i lavoratori del settore sanitario e socio sanitario, indipendentemente dal luogo in cui svolgono la propria attività.

Vogliamo una sanità pubblica universale, gratuita e di qualità.

NON VOGLIAMO INCENTIVI

MA FORTI AUMENTI SALARIALI SUBITO!

CUB Sanità

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