Emergenza sanitaria covid 19: chi tutela i lavoratori dell’integrazione scolastica?

Il 6 marzo scorso l’Amministrazione Capitolina ha emanato una nota nella quale comunica l’intenzione di convertire le ore di assistenza scolastica erogata dagli Operatori Educativi per l’Autonomia e la Comunicazione (OEPAC) in interventi da effettuarsi a domicilio. La CUB esprime forte contrarietà a tale disposizione, che mette a rischio la salute e la sicurezza degli operatori, nonché degli utenti e dei loro familiari. Il servizio domiciliare, infatti, non potrebbe garantire le condizioni di sicurezza previste dal DPCM del 4/3/2020 per il evitare il contagio da COVID 19 (distanza minima di 1 metro, uso di dispositivi di protezione individuale, pulizia e sanificazione dei locali). A tale proposito ricordiamo che il datore di lavoro è tenuto a prevenire i rischi, fornire informazione e formazione adeguata, fornire DPI e addestrare il personale.

L’assistenza domiciliare ha caratteristiche professionali differenti dal servizio di integrazione scolastica e richiederebbe un Piano di Intervento Individuale, elaborato dal servizio sociale municipale in integrazione con la ASL, inoltre, la variazione del tipo di intervento potrebbe essere disfunzionale alla relazione instaurata già tra operatore e utente.

Pur consapevoli della gravità dell’emergenza sanitaria in corso e delle difficoltà che le famiglie si trovano ad affrontare, riteniamo che questa situazione non possa ricadere sulle spalle degli operatori, che già subiscono, in qualità di lavoratori esternalizzati, condizioni di lavoro precarie e scarsamente retribuite. In considerazione del fatto che la prestazione lavorativa è resa impossibile da cause di forza maggiore, assolutamente non prevedibili, questi lavoratori hanno diritto a percepire comunque la retribuzione per i periodi in cui l’attività è sospesa, come accade per gli altri lavoratori della scuola.

Al fianco degli operatori e del Comitato Romano AEC continueremo a lottare affinchè si cerchi ogni possibile soluzione o strumento che possa garantire il diritto all’assistenza degli utenti,  la salvaguardia del reddito dei lavoratori e la salute di entrambi.

 

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