LA NOSTRA SALUTE VALE PIÙ DI UN METRO! “LAVORATORI ESSENZIALI” MA NON QUANTO LE TUTELE SULLA SALUTE, IL SALARIO E L’OCCUPAZIONE

Campagna a tutela della salute contro il contagio e diffusione Covid-19 e a difesa dei salari ed occupazione

Il settore aereo – aeroportuale, in questa fase emergenziale, è considerato più che mai un servizio essenziale tantoché la Commissione di garanzia sugli scioperi ha emesso un “fermo invito” a tutte le organizzazioni sindacali (mediante lettere inviate il 24.02.20 e 26.03.20) ad astenersi dal proclamare azioni di sciopero fino al 30.04.20, applicando una delle tante norme all’interno della L.146/90 che regolamenta gli scioperi nei servizi pubblici essenziali. I lavoratori del settore aereo – aeroportuale da anni constatano sulla propria pelle come le norme liberticide della L.146/90 li pongano in una situazione di debolezza rivendicativa di fronte alle aziende in cui lavorano, imponendo loro la durata massima dello sciopero (24h), le fasce di garanzia e le odiose comandate con cui vengono obbligati a rimanere in servizio, durante la giornata di sciopero, per svolgere i voli garantiti da Enac. Nonostante ciò, in piena emergenza sanitaria, mentre gran parte dei lavoratori dei servizi essenziali sono ancora costretti a lavorare con insufficienti ed inadeguati dispositivi di sicurezza (Dpi), il governo ha pensato bene di imbavagliarli, affidando la tutela della salute a decreti, ordinanze e protocolli d’intesa, nel tentativo di soffocare il protagonismo e le rivendicazioni dei lavoratori preoccupati dal possibile contagio. Nella fattispecie stiamo parlando dei numerosi DPCM emanati da marzo dal premier Conte, delle ordinanze dei vari Ministeri e del protocollo di intesa tra Governo, Cgil, Cisl, Uil e Confindustria con cui, per certi aspetti, vengono introdotte delle migliorie in tema di salute e sicurezza, per altri vengono imposti dei limiti alle rivendicazioni di maggiori tutele, in virtù dei quali i lavoratori non possono avvalersi del diritto di sciopero. Esempio lampante è il rispetto della distanza di sicurezza che, secondo le nuove norme, rientrerebbe nel limite minimo di un metro tra un lavoratore/passeggero e l’altro che, se ipoteticamente rispettato, non prevederebbe l’obbligo delle mascherine. Va inoltre ricordato che il governo, in uno dei tanti DPCM, ha decretato le mascherine chirurgiche idonee alla salvaguardia da eventuale contagio a decine di persone concentrate negli hangar, nelle officine, nei magazzini, negli uffici, nei call center e nelle stive, agli imbarchi come anche sugli aerei. Attraverso questa campagna siamo qui ad evidenziare l’inadeguatezza e l’insufficienza di tale armamentario normativo che, come prevalente scopo, ha quello di limitare le responsabilità politiche ma anche penali dei datori di lavoro i quali, proprio nel settore aereo – aeroportuale, hanno ridotto le attività rispondendo al solo mercato, ossia alla mancata vendita di biglietti, e non certo per ridurre al minimo il rischio di contagio e diffusione del Covid-19. La Cub Trasporti, seguendo l’esempio di migliaia di operai in sciopero in tutta Italia a difesa della propria salute, cosciente di dover intervenire in un settore, come quello aereo – aeroportuale dichiarato essenziale, mette a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori le indicazioni e gli strumenti necessari su come imporre la tutela della propria salute attraverso dei passaggi normativi presenti nel D.lgs. 81/2008 (TUSL), nel codice civile e nella stessa L.146/90. Sono decine le segnalazioni da parte di molti colleghi che, oltre ad evidenziare le contraddizioni delle norme sul contenimento del Covid-19, ci mettono a conoscenza della loro totale inosservanza da parte delle aziende (distribuzione di mascherine e guanti, gel igienizzanti, sanificazioni, ecc.)  sostenute anche da vere e proprie deroghe da parte di prefetti e enti istituzionali: lampante il caso di Enac che ha permesso, di fatto, di derogare alla norma della distanza (misera) del metro lasciando riempire gli aeromobili di passeggeri, ai quali prescrive una quarantena all’arrivo ma senza prevedere tale misura cautelativa per i lavoratori che prestano servizio su tali voli considerati di “rimpatrio”.

Elenchiamo di seguito gli strumenti (articoli e norme di legge) che, nonostante servizio essenziale, metterebbero i lavoratori in condizione di astenersi dal lavoro, anche mediante lo sciopero, a tutela della propria salute e della propria sicurezza nel caso in cui il datore di lavoro non rispetti i suoi obblighi: 

  • D.Lgs 81/2008 – Articolo 44“Il lavoratore che, in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, si allontana dal posto di lavoro o da una zona pericolosa, non può subire pregiudizio alcuno e deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa”;
  • L.146/90 all’art.2 comma 7“Le disposizioni del presente articolo in tema di preavviso minimo e di indicazione della durata non si applicano nei casi di astensione dal lavoro in difesa dell’ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori”;
  • Art. 2087 cod. civ. – “Prescrive per il datore di lavoro l’obbligo ad assicurare condizioni lavoro idonee a garantire la sicurezza delle lavorazioni e ad adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”. L’inadempimento di tale obbligo legittima i lavoratori a non eseguire la prestazione, come ripetutamente sentenziato anche dalla Corte di Cassazione.

I lavoratori del settore aereo – aeroportuale non sono carne da macello a cui poter negare le basilari tutele della salute come anche quelle salariali ed occupazionali. Come Cub Trasporti siamo stati e continueremo ad essere al loro fianco in questa grande battaglia contro un sistema economico che li ha spremuti per poi imporre loro, alla prima difficoltà, il prezzo più alto dell’emergenza indotta dal Covid-19. Migliaia di precari lasciati a casa senza reddito, tanti altri lavoratori sospesi dal lavoro in cassa integrazione con un pesante taglio del salario e con grande preoccupazione del prossimo futuro occupazionale, nessuna categoria del comparto è rimasta illesa da questa crisi mentre aziende e imprenditori del settore sono stati da subito esonerati dal pagamento degli stipendi mediante l’utilizzo di ammortizzatori sociali di cui si attende invano l’erogazione.  

PRETENDIAMO LA TUTELA DEI NOSTRI DIRITTI, DEL NOSTRO SALARIO E DEL NOSTRO POSTO DI LAVORO!

CUB TRASPORTI – AIRCREWCOMMITTEE

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