La protesta degli educatori scolastici

14 settembre: primo giorno di scuola anomalo, non solo perchè si torna in classe dopo sei mesi, in condizioni difficili.

Gli operatori educatori per l’autonomia e la comunicazione hanno deciso questa data per protestare. Da marzo sono senza lavoro e senza retribuzione. Gli ammortizzatori sociali, che coprono solo una parte del salario, sono arrivati tardi, da giugno il loro contratto è sospeso e gli operatori non hanno nemmeno la possibilità di accedere a qualche forma di sostegno al reddito. Sono stati esclusi anche dal bonus di 600€ che la Regione Lazio ha previsto per gli operatori delle pulizie e delle mense scolastiche.

Le scuole riaprono i battenti, ma, nonostante le circolari e i protocolli, l’incertezza è ancora molta. Soprattutto per gli educatori. Per questo si sono riuniti ieri mattina, di fronte alla sede dell’Assessorato alla Scuola.

Gli operatori chiedono sicurezza, la garanzia del reddito, anche in caso di eventuali nuove chiusure. Un reddito proporzionato al livello di responsabilità, professionalità ed esperienza che mettono in campo ogni giorno, per garantire l’inclusione dei bambini e ragazzi con disabilità.

Lottano per l’internalizzazione del servizio. Il Presidente del Consiglio Comunale, Marcello De Vivo, ha promesso che la delibera di iniziativa popolare sarebbe stata finalmente caledarizzata. Non si fermeranno finchè non sarà riconosciuta la dignità del loro lavoro. Il prossimo appuntamento è lo sciopero del 24 settembre, al quale le operatrici e gli operatori parteciperanno massicciamente, per dare voce alle loro rivendicazioni.

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