Lettera aperta alla Sindaca Raggi e al Ministro Di Maio

Alla Sindaca di Roma Capitale Avv.Virginia Raggi
Al Ministro On. Luigi Di Maio
Spett.li
chi vi scrive svolge da anni attività sindacale in uno di quei sindacati che avete stigmatizzato nelle vostre dichiarazioni sullo sciopero generale del 25 ottobre, “la minoranza che prova a tenere in ostaggio una città di 3 milioni di abitanti”, i sindacati che “fanno lo sciopero sempre di venerdì per fare il week end lungo”.
In tutta onestà non ci aspettavamo un attacco così diretto e poco rispettoso nei confronti di lavoratori, cittadini anch’essi, che scendono in piazza per portare all’attenzione della politica le proprie istanze, utilizzando lo strumento principe di lotta, che la stessa Costituzione garantisce.
Ebbene, ci preme sottolineare che la nostra attività sindacale viene svolta quasi esclusivamente al di fuori dell’orario di lavoro, sacrificando il nostro tempo libero, a causa di accordi che tendono ad escludere le organizzazioni non “accondiscendenti”.
Facciamo presente che in molti settori, tra cui quello che rappresentiamo, il weekend non esiste, l’orario di lavoro si distribuisce su 7 giorni settimanali, sia di giorno che di notte. Per molti di questi lavoratori, che guadagnano in media poco più di mille euro al mese, una giornata di sciopero è un sacrificio da non sottovalutare.
Ieri hanno manifestato tutti i settori strategici per il funzionamento di un città,  lavoratrici e lavoratori delle cooperative sociali che gestiscono i servizi socio-assistenziali di Roma Capitale e di altri enti, una delle categorie con gli stipendi più bassi, soggetti a continui cambi di gestione, con condizioni costantemente al ribasso.
Nonostante la stringente regolamentazione che il nostro ordinamento prescrive per l’esercizio dello sciopero nei servizi di pubblica utilità, ieri hanno incrociato le braccia moltissimi lavoratori in tutto il Paese, in tutti i settori, pubblici e privati, per rivendicare condizioni lavorative meno precarie, salari più dignitosi, maggiore sicurezza sul lavoro, maggiori investimenti nella sanità, nell’istruzione e nella tutela dell’ambiente, il diritto alla casa.
Tutto ciò ha creato, ovviamente, qualche disagio; tuttavia crediamo che il tentativo di creare questa contrapposizione tra chi sciopera e i cittadini che subiscono disagi serva soltanto ad alimentare fratture e divisioni, utili solo a chi specula sulla classe lavoratrice.
I lavoratori che scioperano sono anche cittadini, che ogni giorno si danno da fare per garantire una vita dignitosa a se stessi e alle proprie famiglie, ai quali, in virtù del vostro ruolo istituzionale, siete chiamati a dare una risposta.
Distinti saluti
Per la CUB Sanità di Roma e provincia
Il segretario provinciale  Domi Sonnante

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