Né DELTA Né LUFTHANSA. LA NAZIONALIZZAZIONE è L’UNICA SOLUZIONE

Sembra incredibile ma, dopo 2 anni e mezzo di Amministrazione Straordinaria, Alitalia è rimasta al palo: il Governo cerca sul mercato il cavaliere bianco ma incontra solo speculatori e mercanti!

LA RICETTA DI SEMPRE: TAGLI E LICENZIAMENTI

Ieri come oggi i lavoratori AZ restano minacciati da migliaia di licenziamenti e da un inaccettabile ridimensionamento della propria  compagnia, nonchè da tagli ai salari ed alla normativa: LE SOLITE PRETESE A DANNO DEL PAESE, DEI CITTADINI E DEI LAVORATORI DIRETTI E DELL’INDOTTO.

LUFTHANSA NON È E NON PUÒ ESSERE LA SOLUZIONE

Nel Governo alcuni pensano che Lufthansa sia un partner ideale per Alitalia, come lo era per l’Esecutivo Gentiloni e Calenda, nonostante la pretesa tedesca di ridimensionare la Compagnia di Bandiera italiana e di licenziare oltre 3000 dipendenti, esternalizzare l’handling e le manutenzioni.

NON REGALIAMO A DELTA IL RICCO MERCATO ITALIANO

Al momento, però, soprattutto se restasse confermata la data del 21.11.2019 per la presentazione delle offerte di acquisto, la favorita è Delta, pronta a rilevare con 100 mln di euro, insieme alle spoglie di Alitalia, il ricco mercato del trasporto aereo del nostro Paese, comunque riproponendo il rapace modello colonialista di Air France, già sperimentato con l’avvio della fallimentare privatizzazione, nonchè oltre 2500 esuberi e il ridimensionamento della Compagnia di Bandiera.

ALITALIA DEVE SALVARE ATLANTIA? UNA VERGOGNOSA TROVATA

Per quanto riguarda Atlantia non è più un mistero per nessuno il suo reale interesse a far parte del “consorzio AZ”, preferibilmente accanto a Lufthansa (…i tedeschi pare siano disposti a svincolare i Benetton dall’investimento quanto prima possibile!) ma se, e solo se, si confermeranno le concessioni autostradali e i livelli di profitto conseguito negli ultimi anni, comunque continuando a “piombare” le ali di Alitalia con tariffe aeroportuali che negli ultimi 7-8 anni sono lievitate del 300%, favorendo il dissesto della Compagnia di Bandiera italiana.

UNA MENZOGNA INACCETTABILE: NON È COSÌ CHE SI CAMBIA IL PAESE

A tale proposito è sconcertante la notizia pubblicata dal Fatto Quotidiano del 17.11.2019 per cui lo stesso M5S, pur di garantire l’affare Alitalia per Atlantia, abbia bocciato in Commissione Trasporti al Senato, un emendamento alla legge di Bilancio presentato dal Sen. D.Toninelli mirato ad aprire la strada alla revoca delle concessioni autostradali e a cancellare la clausola che garantisce ai Benetton un indennizzo anche in caso di revoca per colpa grave, come “crolli e disfacimenti”. E pensare che hanno provato a raccontarci che il rinnovo delle concessioni autostradali fosse una cosa distinta e distinguibile dalla partecipazione di Atlantia in Alitalia: LA VERITÀ È CHE OGGI, COME NEL 2008, QUANDO AD ORCHESTRARLO FU BERLUSCONI, SI STA TENTANDO DI RIPETERE LO STESSO FALLIMENTARE SCAMBIO DI ALLORA, PRIVO DI ALCUNA PROSPETTIVA E GARANZIA.

 FS ED IL PIANO MILIONARIO COPIATO DA CAI E SAI

Discorso a parte merita la partecipazione in Alitalia delle FS, tirate in ballo dal Governo giallo-verde (…risibile la teoria per cui Battisti&Co, destinatari di circa 10 mld di Euro l’anno di soldi pubblici, stiano decidendo autonomamente il da farsi su AZ) e fin dall’inizio rimaste in partita senza alcuna convinzione, approntando, con l’aiuto di consulenze pagate a peso d’oro, un Piano come quelli del passato.

UN PIANO DELLA MISERIA GIÀ BOCCIATO DAI LAVORATORI

Eppure ad aprile 2017 con il referendum i lavoratori AZ bocciarono l’ennesimo Piano della miseria, si espressero a favore del rilancio di Alitalia, consapevoli che lo sviluppo del trasporto aereo italiano, potesse essere una ghiotta occasione di crescita economica per il nostro Paese, a tutela degli interessi della collettività e che non andava lasciato nelle mani degli speculatori nostrani e stranieri.

UN COMMISSARIAMENTO PUNITIVO E FINALIZZATO A VENDERE ALITALIA

Invece il commissariamento deciso da Calenda, ad oggi costato circa 1,5 mld di euro, fu affidato ad Amministratori Straordinari tutt’altro che estranei alla vicenda AZ (…finalmente se ne occupa la magistratura visto che l’auspicato avvicendamento dei Gubitosiboys non si è più concretizzato!), che da subito hanno avviato un bando per la vendita degli assets AZ senza neppure tentare la ristrutturazione:  una strada praticabile a parità di spesa, oltre che possibile, diversamente da quanto abbia sostenuto Discepolo nell’ultima audizione alla Camera dei Deputati.

MENO MALE CHE ANDAVA TUTTO BENE MADAMA LA MARCHESA

Seppure ad oggi non si conoscono i bilanci AZ della gestione commissariale, lo stanziamento di un nuovo prestito ha rivelato la impellente necessità di rifinanziare le casse aziendali, presumibilmente svuotate dei circa 900 mln di prestito e gravate dalle fatture da pagare, nonché dei biglietti venduti ma non volati.

SI IMPONE UNA SCELTA ALTERNATIVA: NAZIONALIZZAZIONE

L’assenza di un Piano di rilancio di Alitalia, la mancanza di una prospettiva di ristrutturazione per la Compagnia di Bandiera italiana, l’incombente macelleria sociale che aleggia sui lavoratori AZ impone un cambio di passo nella strategia fino ad oggi adottata: LA NAZIONALIZZAZIONE RESTA L’UNICA SOLUZIONE POSSIBILE.

UNA ALTERNATIVA POSSIBILE E CREDIBILE

L’emendamento presentato dall’On. Fassina al decreto fiscale può e deve essere sostenuto dall’intera maggioranza di Governo: non ci sono alternative ad un programma di intervento, come anche sostenuto dal prof. Ugo Arrigo, che preveda che lo Stato riprenda la cloche dell’Alitalia, in modo da assicurarne  lo sviluppo, in un settore strategico ed in continua crescita. Servono investimenti per aerei di lungo raggio e per rilanciare attività che contribuiranno a far decollare Alitalia ed il suo bilancio.

LA PRIVATIZZAZIONE HA FALLITO

Un impegno che lo Stato non può più esimersi di assumere in molti settori produttivi del sistema industriale italiano, ormai al collasso, soprattutto per mancanza di una classe imprenditoriale degna di questo nome: è ora di abbandonare le logiche che hanno portato alle privatizzazioni affinché la collettività riprenda possesso dei BENI COMUNI. E’ ORA DI RIPARLARE DI UN NUOVO IRI.

IL GIUSTO INTERVENTO DEL SINDACO DI FIUMICINO

Bene hanno fatto il Sindaco di Fiumicino, E. Montino e il Consiglio Comunale del territorio che ospita il “Leonardo da Vinci”, ovvero il principale aeroporto italiano, vero polo industriale dell’Italia centro-meridionale, a lanciare per l’ennesima volta un grido di allarme e alcune controproposte, messe a punto con l’aiuto del Prof. Gaetano Intrieri, per arginare il progetto di desertificazione industriale che rischia di colpire migliaia di dipendenti AZ e dell’indotto.

UN ALTRO PIANO È POSSIBILE!

SCIOPERO DEI LAVORATORI ALITALIA – LUNEDÌ 25.11.2019

 

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