BASTA CHIACCHIERE, VOGLIAMO CONTRATTI STABILI E SALARI DIGNITOSI!

Mentre l’Assessorato alla Scuola, Formazione e Lavoro del Comune di Roma organizza il cosiddetto “Job Day” per mettere in contatto aziende e disoccupati, migliaia di lavoratori e lavoratrici OEPAC (Operatori Educativi per l’Autonomia e la Comunicazione) vengono lasciati senza tutele, senza un salario dignitoso e con contratti irregolari: altro che lavoro stabile e garantito! La realtà è una sola: chi lavora nelle scuole con stipendi da fame è costretto, terminato l’anno scolastico, a inventarsi qualsiasi espediente per sopravvivere durante i mesi estivi, tra una collaborazione con un centro estivo ed un servizio domiciliare, fino alla ripartura delle scuole.

In alcuni servizi il problema non è tanto l’incontro tra la domanda e l’offerta quanto la difficoltà di mantenere tra le due una “relazione stabile”: le aziende offrono quasi escusivamente salari miseri e contratti precari, mentre chi lavora chiede diritti, tutele e una paga dignitosa!

E quel che è peggio è che proprio le amministrazioni pubbliche, che dovrebbero garantire un lavoro dignitoso, offrono soltanto lavoro povero, a causa delle esternalizzazioni: part time involontario, stipendi bassissimi, scarse tutele. Il turnover è elevatissimo: chi può, abbandona, in cerca di un minimo di stabilità.

Gli OEPAC sono lavoratori fondamentali per garantire il diritto allo studio agli studenti con disabilità, ma vengono trattati come lavoratori di serie B: costretti a vivere con paghe da miseria che non permettono loro di arrivare a fine mese; per poter sopravvivere, si barcamenanno tra due o più attività lavorative, spesso anche in nero.

E a giugno rimangono senza stipendio. Con l’arrivo dell’estate, compaiono gli annunci di lavoro stagionali che promettono di “tamponare” i mesi, ma che in realtà sono solo l’ennesima beffa: proposte di impiego con una retribuzione oraria minima, spesso al di sotto della soglia di povertà. Un’umiliazione che si aggiunge al danno della precarietà!

Quello che serve sono:

• Stipendi garantiti tutto l’anno!

• Salari adeguati al costo della vita, non elemosine da fame!

• Riconoscimento del ruolo educativo e sociale di questi lavoratori e lavoratrici, con diritti e tutele.

Se l’amministrazione Gualtieri intende davvero migliorare la vita dei lavoratori e delle lavoratrici, cominci col garantire stabilità e rispetto a chi lavora nel sociale.

Basta precarietà, basta sfruttamento!